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26 gennaio 2018

Le collaborazioni occasionali dei familiari del datore di lavoro

In riferimento alle prestazioni dei familiari occorre fare riferimento alla seguente suddivisione : 

· parenti  di primo grado : - genitori ed i figli;

· di secondo grado :-  i nonni, i fratelli e le sorelle, i nipoti  intesi come figli dei figli,;

· di terzo grado :-i bisnonni e gli zii, i nipoti intesi come figli di fratelli  e sorelle, i pronipoti intesi come figli dei nipoti di secondo grado;

· gli affini  : sono i parenti del coniuge, ed in particolare i suoceri (primo grado), i nonni del coniuge ed i cognati (secondo grado), i bisnonni del coniuge, gli zii del coniuge, i nipoti intesi come figli dei cognati (terzo grado).  

I FAMILIARI COLLABORATORI DELL'IMPRESA : PRESUNZIONI DI OCCASIONALITA'  

Il Ministero del Lavoro (circolare n.10478 del 10 giugno  2013  e n. 14184 del 5 agosto 2013) chiarisce che le prestazioni effettuate dai familiari generalmente sono prestazioni occasionali rese in via gratuita (sono di natura morale)  e comportano l'iscrizione INPS solo in presenza dei requisiti di abitualità e di prevalenza. 

La prestazione è da considerarsi sempre occasionale in presenza delle seguenti situazioni :

· prestazioni rese da familiare pensionato (non importa se invalidità, anzianità o vecchiaia);

· prestazioni rese da familiare assunto a tempo pieno presso altro datore di lavoro ( sembrano escluse le prestazioni di familiari assunti presso terzi con contratto a Progetto o di Associazione in partecipazione);

· prestazioni rese nell'ambito quantitativo di 90 giorni nell'anno solare  ovvero ore 720 / anno.  (Non rileva che la prestazione venga svolta  nei locali dell'azienda in presenza o meno del titolare).

Secondo la circolare : - i 90 giorni possono essere formati anche da giornate con più di 8 ore giornaliere di lavoro  ovvero ,in caso di  prestazione inferiore alle 8 ore, il limite dei 90 giorni potrebbe essere anche superato in quanto non sarebbe superato il requisito  delle 720 ore lavorative. In buona sostanza quindi ,  in presenza delle circostanze sopraindicate, l’occasionalità è da considerarsi come la regola generale ( ATTENZIONE : servono fonti probatorie scritte da fornire  in sede ispettiva ovvero gli ispettori in caso di accesso raccoglieranno del dichiarazioni dei testimoni).   

LE COLLABORAZIONI DEI FAMILIARI AI FINI   INAIL  

Ai fini Inail resta sempre dovuto il premio contro gli Infortuni sul lavoro in presenza di specifico rischio da parte degli stessi familiari occupati anche in via occasionale.  Tuttavia , secondo il Ministero , per le prestazioni rese dai familiari a titolo gratuito non sussiste l’obbligo assicurativo INAIL solo nel caso in cui le prestazioni non siano “ricorrenti”, ovvero  se la  prestazione sia resa una/due volte nell’arco dello stesso mese, purché le prestazioni complessivamente effettuate nell’anno non siano superiori a 10 giornate lavorative.  

IL COMPORTAMENTO DEL PERSONALE ISPETTIVO  

Come noto il concetto di occasionalità significa  non sistematicità e non stabilità  della prestazione; il personale ispettivo potrà  richiedere l’iscrizione alla relativa gestione  INPS solamente qualora risulti provato il superamento del limite di 90 giorni  ovvero delle 720 ore annue. I verificatori potranno non ritenere occasionale la prestazione lavorativa e convertire il rapporto in rapporto di lavoro subordinato (l'onere della prova grava sull'Organo di Vigilanza).  

Altre tipologie contrattuali previste per la regolarizzazione dei familiari

Secondo il Ministero nulla vieta che con i familiari  possa essere instaurato anche un vero e proprio  rapporto di lavoro subordinato  dietro corresponsione di una  vera e propria retribuzione.   In effetti lo stesso art.230 bis  del codice civile  prevede una specifica  tutela nel caso in cui al  familiare non sia stato  assicurato un rapporto economico adeguato e l’art.5 del D.P.R. n.1668/56 in materia di ’apprendistato (ora superato dal D.Lgs. n.167/11) ammetteva  l’assunzione  in qualità di apprendisti dei figli del datore  di lavoro. In questo senso il familiare che opera nell'azienda può pertanto essere assunto con un contratto di lavoro subordinato.  

IL PUNTO DI VISTA FISCALE IN MATERIA DI COLLABORAZIONI  DEI FAMILIARI

  E' sempre importante sottolineare  che il compenso devoluto ai familiari  ovvero al coniuge ,ai figli minorenni o maggiorenni se inabili al lavoro e agli ascendenti e parenti entro il 3 grado e agli affini entro il 2 grado non è deducibile dal reddito (rimangono deducibili i soli contributi previdenziali) mentre, al contrario, rimane deducibile il compenso svolto in presenza di attività di lavoro autonomo (coniuge avvocato con partita IVA che fattura al marito commercialista le sue prestazioni).

10  commenti

Elena Studio Necchio

14 gennaio 2019 - 02:34 La titolarità di un rapporto di lavoro stabile ed il presupposto dell'occasionalità da lei indicato fa supporre che possa rientrare nella collaborazione familiare a titolo gratuito.
Rimando alle informazioni che le potrà dare il suo comando se vi sia o meno la necessità di fare una richiesta specifica in tal senso.


Michele

8 gennaio 2019 - 05:02 Salve, da premettere che sono un militare effettivo, volevo sapere se potevo ogni tanto aiutare mia sorella nel suo negozio. Chi mi può fornire una richiesta ben specifica che devo presentare al mio Comando? Si parla sempre di collaborazione familiare a titolo gratuito.
Grazie

Elena Studio Necchio

7 gennaio 2019 - 09:43 Nel caso di fattispecie non sembra proprio possibile ricorrere alla collaborazione occasionale del familiare in quanto intende occupare il familiare sistematicamente tutti i fine settimana

Denise

3 gennaio 2019 - 08:19 Salve,
Posso fare lavorare solo nei weekend mia madre nel mio locale? Lei ha già un lavoro a tempo determinato! Quindi si tratterebbe di 50 giorni L anno al massimo! E se può devo iscriverla da qualche parte o basta un foglio che indichi le date dei giorni che ha lavorato? Grazie mille

Elena Studio Necchio

21 dicembre 2018 - 11:12 L'attività svolta dal familiare deve essere occasionale e quindi non sistematica e stabile nei compiti espletati,il Ministero ammette che vi sono casi in cui la collaborazione del familiare dell'imprenditore può essere presuntivamente occasionale ed ha dato dei parametri al personale ispettivo.E' importante che nel lavoro reso in ambito familiare non vi sia prova della subordinazione.

Monica

7 dicembre 2018 - 09:09 Buongiorno, avrei per cortesia un quesito da porre.
La mamma che percepisce la disoccupazione, può effettuare una prestazione occasionale non retribuita nel negozio della figlia?
Grazie

Elena Studio Necchio

26 giugno 2018 - 02:34 Per lo svolgimento di prestazioni occasionali gratuite non è necessario stipulare un contratto di lavoro, in virtù della natura delle prestazioni solidaristiche rese al familiare. Per quanto riguarda la prestazione resa dallo zio, visto che è attualmente disoccupato e senza alcuna copertura previdenziale è sconsigliata la collaborazione gratuita del familiare se non è resa nei limiti previsti dalla norma.

Dario B.

21 giugno 2018 - 11:52 Ottimo articolo. Io ho uno zio (disoccupato ed in attesa di pensione) che mi aiuta occasionalmente nella mia attività (1-2 ore al giorno). Vale sempre la regola della prestazione gratuita di lavoro? Serve una sorta di contratto scritto? Sempre fermo restando l'iscrizione all'INAIL...

Elena Studio Necchio

18 giugno 2018 - 01:33 Requisito essenziale della prestazione resa dal familiare è che il familiare non asscuri una presenza continuativa.
E' più facile, quindi, che un familiare pensionato oppure un familiare già titolare di impiego full time presso altro datore di lavoro riconducano la loro collaborazione "ad esigenze solidaristiche" , nel caso di fattispecie non lo vedo attuabile.

Mattia O.

13 giugno 2018 - 04:04 Buongiorno

Ottima spiegazione, trattata molto bene. Avrei una domanda: Se il parente di primo grado, cioè quello più vicino, è un disoccupato, sussiste ancora la possibilità della collaborazione occasionale non retribuita?

Grazie
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