LAVORATRICI MADRI: L’INTEGRAZIONE DELL’INDENNITA’ INPS PER CONGEDO PARENTALE NON RIENTRA NEL WELFARE

16 Marzo 2024
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Studio Necchio

💡 LO SPUNTO DEL SABATO 💡

Con risposta ad 📄 interpello n. 57/2024, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che le lavoratrici madri, se intese come categoria omogenea di dipendenti, sono ⛔ escluse dalle iniziative di welfare aziendale.
La società istante chiedeva se vi fosse la possibilità si riconoscere a tutte le 👩‍👧‍👦 lavoratrici madri, una volta terminato il periodo di congedo di maternità obbligatoria, una 💸 somma a titolo di integrazione dell’indennità riconosciuta dall’Inps per il periodo di congedo parentale, così da 📈 raggiungere il 100% della retribuzione spettante, sottoforma di fringe benefits detassati ai sensi dell’articolo 51, commi 2 e 3, del TUIR.
L’Agenzia delle Entrate, in risposta alla società, 📣 riferisce che:
🔹 le lavoratici madri non possono essere considerate una categoria di dipendenti, in quanto quest’ultima non può essere individuata sulla base delle caratteristiche o delle condizioni personali o familiare del dipendente, ma solo sulla base della prestazione lavorativa svolta;
🔹 essendo tali benefits erogati in sostituzione della retribuzione non percepita dalla lavoratrice durante l’astensione facoltativa, questi rispondono a finalità retributive e, pertanto, assumono 💰 rilevanza reddituale ai sensi dell’articolo 51, comma 1, del TUIR e, come tali, non scontano il regime di ✂️agevolazione fiscale di cui all’articolo 51, commi 2 e 3, del TUIR.

🎓 Fonte: Agenzia delle Entrate, risposta ad interpello n. 57/2024 🎓

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